Prima tappa – da Pentedattilo a Bagaladi

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Pentedattilo

[…] Ci siamo incamminati; il nostro percorso seguiva una faticosa e tortuosa strada lungo il letto del fiume Alice, e dopo divenne un percorso aspro e discosceso attraversando il fiume della Monaca prima che Pentedattilo fosse visibile; giacché questo strano borgo è così situato che, per quanto sia visibile da tutti i lati attorno, gli si può passare accanto senza accorgersi della sua vicinanza. Il burrone dove il fiume scorre è pieno e bloccato da rocce scoscese a sud della grande rocca dove la città è costruita; così è necessario attraversarle dal lato occidentale del ruscello, e salire le alture che lo chiudono, prima di riattraversarlo per raggiungere infine la rimarchevole rocca. Ma avendo raggiunto l’altura opposta, l’apparire di Pentedattilo è perfettamente magico, e ripaga qualunque sacrificio fatto per raggiungerla. Selvagge sommità di pietra spuntano nell’aria, aride e chiaramente definite in forma (come dice il nome) di una mano gigantesca contro il cielo, le case di Pentedattilo sono incuneate all’interno delle spaccature e dei crepacci di questa piramide spaventosamente selvaggia, mentre tenebre e terrore covano sopra l’abisso attorno alla più strana abitazione umana. […]

Tratto da “Diario di un viaggio a piedi in Calabria e nel Regno di Napoli”
di Edward Lear.

Scheda tecnica

Partenza: Piazzetta Pentedattilo Arrivo: Bagaladi – Piazza Berlinguer 475 m.

Dislivello: circa 570 m in salita e 350m circa in discesa.

Tempo di percorrenza: 6 ore

Lunghezza del percorso: km 16 circa.

Presenza di acqua potabile: Al bar alla partenza, fonte all’incrocio tra i torrenti Paludi e Pristeo.

Seconda Tappa – da Bagaladi ad Amendolea di Condofuri

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Diario di un viaggio a piedi nella Calabria Greca

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